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Non ho mai amato soluzioni come i Bed & Breakfast e la Residenza Giacomo Puccini a Verona pur non essendo specificamente un B&B non è certamente un hotel. Forse il termine "residenza" avrebbe già dovuto far capire la differenza ma non l'ho colta e, di conseguenza, mi aspettavo una cosa ben diversa: una dependance dell'hotel.

Purtroppo, sebbene legato al prestigioso cinque stelle The Gentleman of Verona, i servizi e l'assistenza non sono quelli dell'hotel dove ci si reca, sostanzialmente, solo per il pagamento.

Per il check in, con orari comunque vincolati, bisogna telefonare in hotel ed attendere che si presenti l'addetto con le chiavi e, soprattutto, che ti conduca esattamente dove sono le camere dato che al numero civico le informazioni sono assai generiche. L'accesso è, infatti, da un portone anonimo che da su un cortile privato dove, sulla destra, una porta, quasi altrettanto anonima, conduce alla residenza.

Nonostante la cortesia dell'addetta, arrivata comunque con un po' di ritardo, si riesce a superare il portoncino livello strada ma non quello al primo piano a causa di un malfunzionamento della serratura che complica le cose, tanto da dover lasciare i bagagli e tornare più tardi in attesa di un secondo addetto che risolva il problema.

Finalmente entrati nella camera la si può valutare appieno. Carina ma nulla più. Un piccolissimo disimpegno con sulla sinistra il bagno poi la zona letto vera e propria.

La cosa che colpisce per prima è la predisposizione per la colazione sul tavolino. Non lo sapevo e certamente non me lo aspettavo.

La camera non è molto ampia ma, oggettivamente, comoda. Il letto gradevole ma misteriosamente alto, la televisione a schermo piatto praticamente appesa poco oltre i piedi del letto, l'armadio per gli abiti piccolo ma almeno sufficiente. Nascosti da un secondo finto armadio, lavello e cucina (tra l'altro dall'aspetto non immacolata almeno al fugace sguardo che le ho dedicato). Al fondo della stanza una finestra con affaccio diretto sulla strada e ahimè praticamente sopra un bar con conseguente scarsa utilità e soprattutto grande rumorosità.

Aria condizionata ingestibile, sicuramente per mia imperizia, ma comunque ingestibile: impossibile spegnerla definitivamente, dopo pochi minuti immancabilmente ripartiva.

Il bagno spazioso, magnifico il doccione, ma con un mobiletto, seppur gradevole, di una grande catena del nord europa (non quella svedese... un'altra) un po' troppo scontato.
 
La colazione, come accennato inizialmente, già predisposta su un tavolino in camera. Ovviamente ciò escludeva la presenza di qualsiasi prodotto fresco. Tutto confezionato dunque (e già questo di per sé basterebbe per un declassamento) con l'aggiunta che, al momento della preparazione del caffè (a dir il vero tè, ma poco cambia), dall'apposita macchinetta usciva un liquido tiepido e sporco dall'odore incerto (del sapore non saprei dire, non mi sembrava opportuno avventurarmi oltre) che confermava le mie negative convinzioni su quest'aspetto della "residenza".

Per il saldo ed il check out ci si reca all'hotel The Gentleman of Verona dove, purtroppo, il personale al desk, seppur cortesissimo, ti fa attendere inutilmente, dando rigorosamente priorità agli ospiti interni e prestando comunque poca attenzione.

Riflettendoci non penso di poter consigliare a cuor leggero la Residenza Giacomo Puccini. La sua carta migliore è sicuramente la posizione, magnificamente centrale, ma tutto il resto lascia un po' a desiderare pur non essendo
insopportabile (tranne la colazione). Considerando che il prezzo, seppur non alto, non è tra i più economici, complessivamente la sistemazione supera a stento la sufficienza e buona parte è dovuta proprio solo alla location.


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