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Residence Sacconi - Roma
Non è stata un'esperienza entusiasmante quella trascorsa al Residence Sacconi. Già non sono favorevole ai residence (non mi metto certo a cucinare quando sono in viaggio, lo faccio svogliatamente anche a casa mia), ed anche se capisco la necessità per permanenze molto lunghe non era questo il caso (la prima volta mi sono fermato una sola notte e la seconda volta per otto notti).

Inoltre, soprattutto, all'arrivo ho avuto una pessima impressione, mitigata in occasione della mia seconda visita (e dall'aver potuto vedere ma non utilizzare altri appartamenti).

 
Tutte e due le volte mi è toccato una sorta di appartamento della servitù. Al settimo piano (ma l'ascensore arriva solo fino al sesto), davanti ai locali utilizzati come lavanderia, a quello di ritrovo delle donne di servizio e, come se non bastasse, di fianco al vano ascensore. Un insieme di fattori piuttosto rumoroso al mattino, all'arrivo delle simpatiche signore che facevano partire i lavaggi chiacchierando allegramente, e qualche volta di notte, quando l'acensore aveva improvvisi sussulti.

Residence Sacconi - Roma
L'appartamento era piuttosto ampio ma era un monolocale con un grande ingresso che dava direttamente sull'area notte. Di fronte al letto, per carità in spazi ampi, una cucina elettrica anni settanta decisamente malconcia, accando al letto - in una rientranza della stanza - invece il tavolo con panche fissate al muro (come quelli delle birrerie all'aperto tedesche o come quelle degli chalet di montagna). Un mobile, non troppo grande, per riporre i vestiti, e in un angolo ai piedi del letto un tavolino con un televisore (con i cavi che partivano o arrivavano da misteriosi fori nel muro.

Il tutto condito da un moquette granata anni settanta che ricopriva, a parte il bagno, ogni angolo del locale e finestrelle, lungo tutta la parete (bene) non più alte di venti centimetri (male) oscurate da indefinibili tendine verdi.

Della cucina, intesa come fornelli (elettrici), lavandino, mobiletto e frigorifero (suppongo lo fosse, non ho avuto il coraggio di approfondire) basta dire che era vecchia, consunta e molto mal messa.

Il bagno, purtroppo, non era da meno. Piccolo con un misterioso e scomodo gradino a filo del box doccia, ed un antro con mobiletto dietro al quale si aprivano misteriosi ed inquietanti buchi nel muro.

Residence Sacconi - Roma
Va però detto che le condizioni, l'arredamento e l'equipaggiamento degli altri appartamenti (quelli ai piani inferiori) erano diverse. Tutti ristrutturati abbastanza di recente e sebbene non particolarmente brillanti per design e stile certamente più moderni e gradevoli.

Anche le parti comuni erano abbastanza ampie e prevedevano alcune sale discretamente arredate ed attrezzate.

Alla fine ci si abitua e sebbene un po' scocciato dalle condizioni del mio appartamento mi sono adattato al residence.

Alla reception si trovano sempre cortesi signori, disponibili e gentili ma di una lentezza a volte esasperante. Esaudiscono le vostre richieste ma hanno tempi un po' lunghi. Bisogna armarsi di pazienza.

Residence Sacconi - Roma
Il Sacconi è a pochi passi da Piazza Mancini, centro nevralgico dei trasporti Atac e sede di un grande parcheggio capolinea di diversi mezzi. Sulla piazza è possibile trovare bus sostanzialmente per qualsiasi direzione. Anche se va detto che i giardini adiacenti alla piazza non sono proprio entusiasamanti e forse poco frequentabili la sera tardi.

Non credo che in zona ci sia molta vita notturna anche se ci sono alcuni interessanti ristoranti a pochi passi. La posizione del residence però è estremamente tranquilla, in una via secondaria non particolarmente trafficata.

Immagini del bagno in Private Baths and Public Toilettes
Opinione presente anche su Trivago
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